Lectio Magistralis Parisi: nucleare bocciato!

Giorgio Parisi durante la diretta Zoom

Una Lectio Magistralis di Giorgio Parisi, premio nobel per la fisica, è andata in onda ieri su Zoom. L’evento, organizzato dal Comitato Sì alle rinnovabili, No al nucleare, ha subito saturato la piattaforma di videostreaming. Segno evidente dell’interesse per il tema proposto: “Energie rinnovabili per l’autonomia energetica dell’Italia: Il nucleare che c’entra?”.

L’incontro, divulgativo e limitato a un’ora, ha permesso a Parisi di fare chiarezza e di permetterci un ancora maggiore approfondimento sul tema.

Parisi ha esordito con un concetto fondamentale: ridurre i consumi. Per Parisi, «il risparmio energetico migliora la qualità della vita». Ha invitato a usare i trasporti pubblici, preferibilmente su rotaia, a rinnovare gli impianti industriali e a isolare meglio le abitazioni.

Nucleare: Giorgio Parisi evoca i costi e i problemi della sicurezza

Poi ha smontato un mito diffuso: «non c’è nessun motivo per credere che il nucleare si possa credere più conveniente dal punto di vista economico».

Una verità ignorata dai media e da un governo che preferisce tacere. Eppure i dati parlano chiaro.

«Secondo il World Energy Outlook 2024 dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, nel 2023 il costo di generazione dell’elettricità in Europa era di 170 dollari per megawattora (MWh) per le centrali nucleari. In confronto, il solare fotovoltaico presentava un costo di 50 $/MWh, l’eolico onshore 60 $/MWh e l’eolico offshore 70 $/MWh», riportava infatti GreenMe già lo scorso anno [1].

In altre parole, «una differenza di ben 120 $/MWh tra nucleare e solare fotovoltaico», a favore di quest’ultimo.

Parisi ha poi affrontato un tema cruciale: la sicurezza. Ha ricordato gli incidenti di Cernobyl (1986) e Fukushima (2011). «Quando si mettono sulla bilancia vantaggi e svantaggi, occorre inserire i costi di gestione di un incidente», ha avvertito.

Ha ricordato come Cernobyl e Fukushima fossero in zone poco popolate. Questo ha limitato i danni: in morti per radiazioni (3.500-4.000 a Cernobyl) e in sfollati (116.000 da Cernobyl, 184.000 da Fukushima). Ma in Italia sarebbe diverso. In Pianura Padana o nel Lazio vivono milioni di persone. «Un milione di persone andrebbe spostato» in caso di incidente, ha detto. «L’Italia è il posto peggiore per istallare centrali nucleari, dopo i Paesi Bassi», ha aggiunto.

Parisi ha usato un esempio chiaro. «Gli aerei oggi sono sicuri perché 100 – 1000 incidenti aerei han permesso, studiandoli, di eliminarne le cause. Lo stesso modello di sicurezza vale per il nucleare: deve passare per degli incidenti».

Infine, ha ricordato come tali centrali rappresenterebbero un obiettivo in caso di guerra.

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Nucleare di Quarta Generazione e Mini Reattori: Parisi fa chiarezza

Poi ha parlato dei cosiddetti reattori di Quarta Generazione. «È vero – ha ammesso -, hanno dei vantaggi rispetto ai precedenti». Ad esempio, «con i reattori a neutroni veloci, le scorie degradate restano dentro i reattori». In teoria, quindi, «non ci sarebbero grandi scorie nucleari da smaltire».

Ma subito ha chiarito: «Il problema è che non c’è alcun generatore di Quarta Generazione in commercio. Esistono solo dei test, tanti progetti, una decina con tecniche diverse l’uno dall’altro. Finché non ne vediamo uno che funzioni, non possiamo dire che questa tecnologia funzioni».

Ha citato l’esempio del Super Phenix, a 50 km da Lione. Reattore a neutroni veloci. Aperto nel 1986, chiuso nel 1998. Costo: 5,24 miliardi di euro del 1994, quasi 10 miliardi di oggi, ma anche guasti (1986 e 1989, fuga di sodio; 1990, il crollo del tetto della sala turbine; 1994, una perdita di argon) e proteste. La più grande il 31 luglio 1977 con la centrale ancora in costruzione: un morto e centinaia di feriti nelle cariche della polizia ai manifestanti.

«Di fatto ha lavorato solo per qualche mese». Il fattore di carico? In media «vicino al 10%» nel decennio in cui era attiva, ha detto Parisi [era del 32,2% nel 1997 al momento della chiusura, N.d.R.]. “L’Enel ci ha perso un sacco di soldi», ha aggiunto.

Ha spiegato anche i limiti tecnici. Questi reattori non usano acqua. Usano sostanze corrosive come sodio fuso o piombo fuso. Richiedono tubi resistenti e alte temperature. Rischi elevati.

Per Parisi, «il futuro dei reattori a neutroni veloci è assai lontano».

Restano gli SMR, i mini reattori modulari da 300 MW. Ma, ha detto, «non sono diversi da quelli di adesso». Sono solo più piccoli. Questo, forse, li rende un po’ più sicuri in caso di incidente.

«Potrebbero costare di meno perché costruiti in serie. Ma si potrà vedere se costeranno di meno, quando saranno costruiti».

Tuttavia, le scorie restano un grosso problema. «Il combustibile esausto e le scorie radioattive sono il tallone d’Achille degli SMR», spiega la rivista QualEnergia [2].

Uno studio [3] rivela che «in particolare, il volume di combustibile nucleare spento (SNF) aumenterà di un fattore 5,5; il volume dei rifiuti ad alta attività (HLW) aumenterà di un fattore 30 e, infine, il volume dei rifiuti a bassa e intermedia intensità (LILW) aumenterà di un fattore 35” [i paragoni sono fatti rispetto alle attuali centrali nucleari che producono gigawatt e non megawatt, N.d.R.].

In breve: «gli SMR aggraveranno le problematiche legate alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti nucleari». Serviranno più depositi geologici. Più trasporti di scorie dalle mini-centrali ai depositi. Più rischi.

E tutto questo taciuto da un governo che finge di non vedere, e da media piegati alla propaganda.

La relazione di Parisi continua con le proposte sulle energie rinnovabili.

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Fonti e Note:

[1] GreenMe, 12 dicembre 2024, Giorgia Burzachechi, “Nucleare, quanto mi costi? Il report che mostra come il ritorno all’energia atomica farebbe lievitare le bollette”.

I dati erano frutto di un corposo:

studio dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) [PDF in inglese 5.59 MB].

[2] Qual Energia, 5 febbraio 2024, Sergio Zabot, “I Piccoli Reattori Modulari, l’ultimo inganno nucleare”.

[3] PNAS, 31 maggio 2022, Lindsay M. Krall, Allison M. Macfarlane and Rodney C. Ewing,

“Nuclear waste from small modular reactors” [PDF in inglese, 1,6 MB].
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Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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2 risposte

  1. Filippo ha detto:

    Sentire le argomentazioni di Parisi contro il nucleare è come sentire Montagnier che cura il cancro con la papaya

  2. Redazione ha detto:

    Pur essendo contro il nucleare, anche per paura di un suo uso militare (l’appetito vien mangiando), non siamo dogmatici. Approfondiremo il punto di vista a favore del nucleare appena possibile.

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